Come si diventa detective in Italia

Come si diventa detective in Italia

Ti piacciono i gialli e non perdi nemmeno una puntata delle migliori serie televisive a tema? Ebbene, se il tuo sogno è quello di diventare detective, o investigatore privato, per dirlo in italiano, sappi che dovrai studiare, esattamente come per qualsiasi altra professione. Ma come si diventa detective quindi?

Per i fan di Montalbano ci suono buone notizie, in Italia esiste un percorso specifico per ottenere l’abilitazione alla professione. Vediamo come si diventa detective e quali sono gli studi e gli step.

Per prima cosa devi sapere di preciso in cosa consiste la professione perché un conto è guardare un serial televisivo, un conto è agire nella realtà. Un investigatore privato deve possedere diverse competenze, il solo intuito non basta, anche se aiuta.

Bisogna avere preparazione fisica, conoscere le tecniche di investigazione, nonché le diverse tecnologie che oggi abbiamo a disposizione. Inoltre, occorre conoscere le lingue, spesso le indagini conducono all’estero e non si può sempre contare sugli interpreti.

Non di meno si deve conoscere la normativa, che è piuttosto articolata. L’investigatore, oggigiorno, si occupa di diversi campi di indagine, dal classico tradimento coniugale all’investigazione per spionaggio industriale, fino ai casi di omicidio e violenza, o scomparsa di persone.

Ciascuno di questi ambiti richiede un’accurata preparazione e delle competenze che possono essere acquisite con specifici percorsi di studio. Intanto iniziamo col dire che l’investigatore può essere privato titolare di studio, quindi in possesso di una laurea almeno triennale in scienze politiche, giurisprudenza, economia; investigatore autorizzato dipendente; informatore commerciale titolare di studio e informatore autorizzato dipendente.

Il percorso di studi

Molti dei vecchi professionisti esercitano la professione grazie al possesso di una licenza che si basa su una vecchia normativa del 1931. Oggi questa licenza, per i nuovi investigatori, non basta più. Ai sensi del D.M. 269/10, infatti, occorre possedere una laurea in giurisprudenza, un master in criminologia, una laurea in economia o un master in scienze dell’investigazione, nonché aver frequentato corsi di aggiornamento.

Sempre in base a tale decreto ci sono diverse tipologie di investigatore:

  • Investigatore privato titolare di studio: per questa tipologia occorre la laurea, anche triennale, nelle discipline che abbiamo menzionato prima. Occorre anche possedere esperienza triennale e aver partecipato a corsi di perfezionamento presso enti accreditati dal ministero.
  • Investigatore autorizzato dipendente: si deve possedere un diploma di scuola secondaria di secondo grado e una certificazione che attesti la pratica continuativa per almeno tre anni della professione come collaboratore presso un investigatore privato titolare di istituto che sia autorizzato in ambito civile per lo meno da 5 anni, Occorre aver partecipato a corsi di perfezionamento riconosciuti dal ministero.
  • Inoltre, si può svolgere attività di indagine presso i reparti investigativi di polizia per una durata di almeno 5 anni e si deve aver lasciato il servizio, senza note di demerito, da almeno 4 anni.
  • Investigatore privato senza licenza: in alternativa si può scegliere di diventare investigatore privato senza licenza, con la semplice qualifica di collaboratore professionale, in questo caso però le funzioni che si esercitano sono limitate.
  • Titolare di agenzia di investigazione: se si vuole aprire un’agenzia di investigazione si deve ottenere una licenza di Pubblica Sicurezza che va richiesta alla Prefettura e ci si deve iscrivere alla Camera di Commercio.

Non è prevista l’iscrizione ad alcun albo.

Il corso di studi

Laurearsi, quindi, è il primo passo verso l’esercizio della professione che apre più opportunità. Nei corsi di laure a si acquisiscono diverse conoscenze indispensabili al fine dell’esercizio della professione.

Importante, infine, dati i tempi, è conoscere le nuove tecnologie, applicazioni e software che consentono non solo di agevolare le indagini, ma anche di ottenere risultati di analisi precisi, un bel vantaggio rispetto alla lente di Sherlock Holmes!