Come sono fatte le frese a tazza per legno

Come sono fatte le frese a tazza per legno

Molti lavori di falegnameria sono impossibili da realizzare senza l’uso di frese a tazza. Si possono utilizzare sia nel bricolage che in campo professionale, l’importante è capire come funzionano e che non sono punte per trapano.

In molti, infatti, fanno lo sbaglio di considerare le frese a tazza per legno (che puoi trovare qui https://www.fraisertools.com/it/fresa-a-tazza-legno.html) alla stregua di normali accessori per forare, spesso rischiando di esporsi a rischi inutili, soprattutto perché le lame di queste strumenti sono molto affilate e un uso scorretto può far perdere il controllo.

Utilizzo delle frese a tazza per il legno

Le frese esistono di tanti materiali, quelle per il legno hanno una conformazione particolare e adatta alle superfici da trattare. Sono strumenti di forma cilindrica cava, per questo sono chiamate comunemente frese a tazza per legno.

Inoltre hanno un bordo seghettato sulla parte inferiore che a seconda del modello e dell’impiego può avere denti più o meno grandi per consentire tagli più precisi o più incisivi.

Il legno è un materiale che presenta una notevole variabilità di consistenza, alcune essenze sono dure in maniera quasi paragonabile al metallo, almeno dal punto di vista dello sforzo che deve fare il corpo motore per praticare l’incisione.

Le tipologie più diffuse sono quelle in carburo, il leghe di acciai duri e le bimetalliche. Di solito nel legno sottile si usano lame in acciaio, ma se la profondità diventa considerevole, questo materiale è da scartare perché si surriscalda.

Quando si usa la fresa a tazza per legno

Le frese a tazza si utilizzano quando le dimensioni del foro sono notevoli e risulterebbe difficile gestire una comune punta piena, che tenderebbe a restare bloccata, surriscaldandosi e rendendo anche difficile una estrazione.

In base alla durezza del materiale che deve essere trattato, il numero di giri del motore dovrà essere regolato per evitare che la fresa si surriscaldi e possa persino rompersi o far bloccare il motore.

Per i materiali duri occorreranno pochi giri, perché sul legno non si può usare il lubrificante e quindi la dispersione del calore può diventare un punto critico e bruciare la superficie del taglio oltre che causare anche possibili incendi.

In alcuni casi le frese a tazza si possono anche utilizzare per allargare buchi preesistenti, ma a causa della superficie di appoggio molto grande è sempre necessario utilizzare una punta guida e fissare per bene la superficie da forare e se possibile anche la fresatrice o il trapano a colonna su cui è montata.

Tipi di frese a tazza

Nelle frese destinate all’uso su legno, gli elementi chiave sono la larghezza della lama e la finezza dei denti. Di solito il primo elemento è poco rilevante, a meno che non si desideri fare soltanto un’incisione circolare senza asportare poi il cilindro centrale, mentre il secondo può essere cruciale.

I denti possono essere distribuiti con una finezza regolare, cioè con le punte equidistanti oppure raggruppati a intervalli, per ottenere uno smaltimento differente della temperatura e dei trucioli, in particolare nel caso in cui il foro debba andare molto in profondità in uno spessore notevole di legno.

Sulla confezione delle singole frese sono anche riportate le velocità massime e indicative per l’uso, indicate in RPM, ossia giri per minuto. Una regola indicativa ci dice che più la presa è grande più lenta dovrà andare, perché altrimenti può diventare molto difficile smaltire il calore e si rischia che i trucioli si incendino all’interno del taglio rovinando poi il lavoro anche in profondità.